Prefazione
Il mio nome è Nathan Blackbird,
ultimo discendente di una famiglia di studiosi e letterati di occulto,
si intenda,
e più nello specifico, di Vampiri.
Ci informiamo sulle loro vicende, le loro abitudini, le loro faide e
quando ci è possibile, li osserviamo dal vivo.
Perdonate la sottile ironia del complemento appena citato
e permettetemi di passare al motivo che mi ha portato a comporre questo
scritto sulla Razza degli Immortali...
Come sopracitato, la mia famiglia raccoglie informazioni
su di loro da molto tempo,
tuttavia i dati storici dei miei avi sono andati perduti in un
incendio, a detta delle
autorità, accidentale,
e quindi sono riuscito a raccogliere soltanto gli scritti a partire da
mio nonno,
Angus Blackbird.
Ed è proprio dai suoi primi appunti che comincerò
il mio diario storico sui Vampiri delle terre di
Ares.
Capitolo 1
« DEMETRA, E I SUOI VAMPIRI »
Di Angus Blackbird
Sono molti, molti di più di quel che si pensi,
almeno dieci, se non dodici i Vampiri che vagano per le Terre secondo
le mie fonti di informazione,
e sono suddivisi in quattro casate differenti, ma sotto un'unica Regina
ed il suo Arconte.
Demetra è il nome di colei che comanda su questa razza ed
Estragon è il suo compagno.
I nomi delle quattro casate mi sono tuttora sconosciuti,
ma so per certo che riprendono le inclinazioni dei loro appartenenti;
e sono venuto a conoscenza che due di loro comprendono i Vampiri
inclini al combattimento e quelli un po' eccentrici,
mentre le altre due per ora mi sono sconosciute.
Demetra, a differenza di molti altri oscuri, non deve rendere conto a
nessuno del suo operato,
forse nemmeno all'Eletto e pare che le Tenebre le abbiano
donato poteri straordinari,
come tramutarsi in nebbia o in belve feroci.
Lei, inoltre, è l’unica che può
tramutare un umano in Vampiro;
non che gli altri non possano, ma lei ha imposto loro il divieto di
creare altri discendenti.
Tuttavia è estremamente rispettata, dai suoi Vampiri e da
tutti gli Oscuri
e pare che il suo sadismo e la sua ferocia superino ogni limite
immaginabile.
---PAGINE MANCANTI O ILLEGGIBILI---
Vista la situazione di estrema tensione degli ultimi tempi ho preferito
tenermi fuori dal fulcro di quest’ultima,
per evitare rischi che uno studioso non può permettersi.
In questo lasso di tempo i Vampiri si fecero imprudenti, commettendo
degli errori:
uccisioni, mutazioni e salassi pubblici di graziose fanciulle
provocarono la reazione del popolo,
il quale indisse una feroce caccia agli immortali.
Demetra, una volta appreso che la situazione era fuori controllo,
decise di lasciare le Terre
alla ricerca di posti più tranquilli.
Alcuni, come Estragon la seguirono,
altri restarono e morirono in sanguinosi combattimenti.
Solo due Vampiri riuscirono a sopravvivere alla caccia.
Uno portava il nome di Laudian, abilissimo persuasore ed incantatore di
folle,
l'altro, un temibile guerriero votato unicamente alla guerra, di nome
Nick De Ville.
Entrambe riuscirono a cavarsela grazie alle loro capacità:
mentre Laudian intratteneva le Taverne e le Corti
convincendo le masse che i Vampiri non erano un male per la
società,
Nick, dal canto suo, trucidava tutti quelli che gli erano contrari
guadagnandosi il rispetto degli Oscuri,
cominciando così la sua crociata personale contro i Luminosi.
Capitolo 2
« VYKOS, NUOVO CAPOSTIPITE DELLA RAZZA E
MELCHIAH, L’INFANTE PRODIGIO »
Di Kuneyt Blackbird
(Figlio di Angus e Padre di Nathan – n.d.a.)
Sono passati diversi anni da quando il popolo delle Terre ha accettato
che i Vampiri facciano parte delle loro vite,
nel bene e nel male.
Laudian intrattiene i suoi interlocutori con parole che sanno di miele,
mentre Nick accusa, giudica e condanna la Luce in nome delle Tenebre e
di Malene, suo Eletto.
Ma da qualche tempo una nuova figura si è palesata ai due
immortali,
proclamandosi senza troppi complimenti come nuovo leader della razza,
questa figura porta il nome di Vykos De Moncrief,
antico Vampiro proveniente dalle lontane Terre
dell’Est,
astuto e spietato con gli umani tanto quanto con i suoi simili.
Le reazioni dei due Terricoli sono differenti:
Laudian riesce a ingraziarsi il nuovo capostipite della Razza,
Nick, decisamente troppo legato alle sue origini, no.
Questo segna l’inizio di un rapporto estremamente
conflittuale tra i due.
Ho addirittura sentito narrare che, in seguito ad un mancato inchino e
ad una risposta non congeniale,
Vykos strappò letteralmente un braccio al Vampiro Ribelle,
costringendolo a non rigenerarsi per un mese.
Tuttavia questo clima di tensione si smorzò quando Nick
portò a Vykos un umano
dalle straordinarie capacità linguistiche e diplomatiche.
Il suo nome era Melchiah e l’Antico non esitò a
mutarlo in Vampiro per averlo tra le sue file.
Sia Nick che Laudian si trovarono in perfetta sintonia con il giovane
Immortale,
il quale dimostrò in più occasioni il suo valore;
è nota la vicenda di quando Melchiah fece le veci di Nick
nel tribunale in qualità di suo avvocato difensore,
in seguito a svariate accuse, tra l'altro decisamente fondate, che il
Governo mosse contro De Ville
e riuscì a farlo proclamare innocente con
un’arringa degna del miglior azzeccagarbugli.
Ma i buoni rapporti fra Nick e Vykos non durarono a lungo,
soprattutto dopo che Laudian, eterno mediatore, abbandonò le
Terre.
L’attrito fra i due si fece così incandescente,
che Vykos indusse Nick al «suicidio»
attraverso la vista dell’Alba solare
tenendo però le ceneri del fu Vampiro.
Passò del tempo, e forse grazie all’insistenza di
Melchiah,
l’Antico decise di riportare allo stato vampirico il suo
sottoposto attraverso un cruento rituale,
ma commise l’errore di ridargli la stessa identica essenza di
quando l'aveva condannato,
ritornando quindi a sussistere uno stato di totale ostilità
tra i due.
Fortunatamente, Nick ricevette la richiesta di aiuto da parte di alcune
armate Oscure
alle prese con le Forze della Luce all’estremo Nord,
e decise di partire immediatamente senza nemmeno interpellare Vykos.
Probabilmente sapeva già che quest'ultimo non avrebbe fatto
nulla per
fermarlo,
ne' tantomeno gli sarebbe importato a quale destino stava andando
incontro...
Capitolo 3
«
LA NUOVA STIRPE »
Di Nathan Blackbird
Dopo la partenza di Nick, Melchiah cadde in una sorta di depressione,
forse adesso la sua esistenza era ancor più solitaria di
prima
o forse era semplicemente stufo della banalità degli umani e
del Primo.
Decise così di ritirarsi nello studio e nelle letture e
facendo
progressivamente perdere ogni sua traccia.
Prima di sparire, però, portò a Vykos una
fanciulla di nome Drusilia,
conosciuta attraverso il fratello Nick.
Questa piacque subito al Primo, il quale vide in lei il futuro di una
nuova stirpe di Vampiri nelle Terre.
Resala immortale, la crebbe come un padre cresce una figlia
e le lasciò il gravoso compito di riformare una progenie
per poi sparire nel nulla, come era arrivato…
Drusilia rimase così sola.
Lei, sì tanto esile e apparentemente fragile con quel
pesante fardello,
dimostrò una grande personalità. Totalmente
cambiata e rinvigorita dal sangue del
Primo,
fiera e potente Regina dei Vampiri,
speranza per il casato ed il nome impresso indelebilmente
nell’immortalità dei secoli.
Da lei nacquero due nuove progenie:
due umani diversi ed antagonisti in vita, differenti
nell’indole, ma cosi simili una volta immortali.
Erano Dispater, un ex Dragone, tutto ciò che di
più differente vi era dalla nobiliare Razza
e Sersecosmi, il feroce seguace dell’oscuro Tiamat,
folle e a volte insensato nella sua macabra ostentazione di potenza.
Progenie differenti, origini antitetiche, figli ed infanti che Drusilia
crebbe
diversamente.
Le strade dei due Infanti raramente si incrociarono, mentre le loro
menti, senza che capissero,
sempre più si avvicinaro per poi biforcarsi con la presa
coscienza dei
reali poteri di cui ormai erano pregni.
Dispater forse vagamente simile a Nick;
Sersecosmi, avversamente al suo passato, abbracciò la
letteratura ed
il bonton, richiamando lo stile di Melchian.
Un dualismo ricorrente nel casato, dualismo che però
durò poco poiché il primogenito,
l’ex Dragone, avido di potere e terreni oltre le terre
conosciute,
sparì senza far ritorno, così lontano che la
Madre stessa, telepaticamente in contatto con le sue creature,
lo perse decretandolo come morto, o meglio sparito come quasi tutte le
progenie,
avvolte nel mistero delle loro scomparse.
Così solo Sersecosmi crebbe, instaurandosi a seguito della
Madre,
Conte delle
Lande.
Il testimone passava dalla madre all’unico figlio,
l’unica progenie De Moncrief che ancora solcava i terreni
conosciuti.
Or la madre, come i predecessori, sempre più diversa
abbandonò quasi del tutto le pubbliche
apparizioni….
Capitolo 4
«ANTICHE
RIVELAZIONI»
Di Nathan Blackbird
Questo mio scritto non è; stato composto nella mia dimora
nelle Terre,
bensì a Craiova, nell’estremo Est, luogo ove
risiedo momentaneamente in questo periodo
poiche' ivi la Razza dei Vampiri sembra particolarmente studiata.
Proprio questa mattina sono riuscito a entrare in possesso di un antico
tomo
che narra dell’Origine del primo vampiro esistente;
vi riporto le cose di maggiore importanza pagina dopo pagina.
Tra l'altro questo tomo non riporta la firma di un possibile autore e
la pelle con la quale è stato foderato,
forse mi sbaglio non essendo un medico, mi sembra sia umana;
sulla copertina vi è scritto solo un nome, grafia semplice
ma elegante,
inchiostro dorato con sottolineatura e alcune macchie rosse sparse qua
e
là.
Scusate se vi ho lasciato sulle spine,
ma scrivere questo nome per la prima volta mi mette uno strano senso di
angoscia…
LAMBACH RUTVEN.
<3 Giorni dopo>
E' incredibile, ho scritto quel nome e sono caduto in uno strano stato
di
trance,
mi sento stanco, affaticato, come se qualcosa o qualcuno mi avesse
tolto
l'energia;
inizio a temere per la mia incolumità, quindi
d’ora in poi lo
apostroferò come “Lui”,
e prego chiunque leggerà questo mio scritto, di
averne la massima
cura.
La sua nascita pare risalga a tempi antichissimi,
quando ancora le creature erano suddivise in tribù.
I genitori erano persone semplici, pastori, e fedelissimi alla Dea Gea.
"Lui" aveva anche un fratello gemello, Lugoy, al quale era molto
legato:
da piccoli passavano le giornate sempre insieme, giocando fra i pascoli,
andando a pescare sul fiume e andando alle adorazioni.
Col passare degli anni, Lugoy, che da sempre si dimostrava grande
seguace
di Gea,
divenne uno dei massimi sacerdoti della Dea,
mentre “Lui”, continuava a badare ai pascoli della
famiglia.
Col passare del tempo i genitori dei due ragazzi finirono per
privilegiare
Lugoy,
che oltre a portare in alto il nome della famiglia, portava anche un
contributo economico non indifferente.
“Lui”, iniziò a risentire di questa
preferenza dei genitori per il
fratello,
che giorno dopo giorno, si faceva sempre più evidente;
e come se non bastasse, Lugoy, prendeva spesso le sue difese,
facendolo sembrare ancora più incapace e fragile.
Una sera, dopo l’ennesima lite, “Lui”
uscì di casa colmo d’ira e
andò al fiume per trovare un po' di pace.
Si sedette a pochi metri dall’acqua, sulla sassosa spiaggetta,
lo sguardo fisso nel buio, colmo di rabbia e di odio.
A breve lo raggiunse il fratello, Lugoy, che si sedette al suo fianco
con
le migliori intenzioni.
Parlava infatti con dolcezza fraterna di pace, di perdono e di
redenzione,
ma “Lui” non stava ascoltando una sola parola.
Sapeva cosa fare per fermare tutto questo.
Strinse fra le mani una pietra, si voltò verso Lugoy che
interruppe
improvvisamente il suo discorso,
e vide nei suoi occhi qualcosa che gli diede una sensazione mai provata
prima,
una sensazione bellissima:
negli occhi di suo fratello vide la Paura.
Lo colpì una volta, due volte, tre volte
e infine gli tenne la testa nell’acqua bassa della riva fin
quando non
sentì più nessuna reazione.
Lasciò andare il corpo, che rimase riverso in parte sui
sassi, in parte
nell’acqua,
e stranamente, non provò nulla, nessun rimorso, nessun senso
di colpa.
Tornò a sedersi dov’era poc'anzi, fissando il
vuoto nel silenzio più
assoluto,
quando ad un tratto i suoi occhi si sgranarono dinanzi ad una scena che
di
certo non si aspettava:
il corpo del fratello venne pervaso da una luce intensissima e piano
piano
sembrava riprendere vita.
“Lui” balzò in piedi, spaventato e
stupito oltre ogni limite e
proprio quando stava per dire qualcosa,
Lugoy cominciò a parlare:
le sue labbra però non si muovevano, e la voce, che sembrava
arrivare da
mille punti diversi,
era femminile.
“Non solo hai ucciso il mio Massimo Sacerdote,
Non solo hai ucciso colui che mai ti ha lasciato solo,
Ma hai ucciso tuo Fratello, il sangue del tuo sangue.
Hai lasciato che l’Ira e la Gelosia prendessero il
sopravvento.
Mi hai deluso, Mi hai deluso nel profondo, Mi hai deluso come nessuno
mai.
E per questo io ti maledico L. R. ,
Da questo momento ti confino in una vita di Tenebra,
Non potrai mai più vedere ne' Alba ne' Tramonto
E sarai costretto a nutrirti solo di Sangue,
Lo stesso che sgorga ancora dal cranio di tuo fratello.
Non proverai più emozioni ne' sentimenti,
Non avrai più alcun legame se non con tuoi simili creati da
te,
Non sarai più vivo, ma non avrai la pace dei morti.
E tutto questo…
…durerà per sempre.”
Erano le parole di Gea, parole che lo condannavano ad essere un vampiro,
il primo vampiro mai esistito.
Da quella notte “Lui” sparì, nessuno
seppe più nulla della sua
esistenza,
solo una cosa è certa:
ha creato dei simili, probabilmente per spezzare la noia della sua
esistenza immortale.
Costoro sono sparsi per tutto il mondo conosciuto,
e “Lui” li tiene sotto controllo andando nelle loro
Terre
saltuariamente.
Alcune voci del posto dicono che li abbia suddivisi in gerarchie a capo
delle quali vi sia un Arconte...
ma come ho già detto, si tratta di voci e la gente del posto
è
abbastanza restia a parlare di questo argomento.
Nei prossimi giorni farò ritorno nelle Terre di Ares
e con queste nuove informazioni potrò continuare le mie
ricerche in
maniera più concentrata e precisa,
anche perché qui inizio a sentirmi in pericolo.
Sono certo di essere osservato da diversi giorni…
---Fine---